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Le colpe del governo cinese

29 Dicembre 2010 alle 15:00

Mi chiedo quale sia la colpa imputata al governo cinese: controllo delle nascite o la modalità brutale con cui è stato fatto. Nel primo caso a me pare che la volontà di controllare il numero delle nascite sia cosa encomiabile, e chi ancora oggi non ha espresso chiara opinione in proposito o è contrario senza fornire altre soluzioni, è un incosciente, perché a tutti è noto che la curva di incremento di una popolazione non soggetta a limiti è esponenziale (la famosa bomba demografica di campi profughi palestinesi). Il governo cinese, quando prese certe decisioni, lo fece nella certezza che lasciar fare al caso, ossia portare il numero della popolazione fino al limite del traumatico crollo dovuto a mancanza di risorse, allora la Cina era povera, era cosa assurda. In più arrivavano dalla politica maoista del miliardo di baionette, identica a quella mussoliniana o di certi mussulmani di oggi. Nel secondo caso, indubbiamente le modalità utilizzate furono spesso raccapriccianti, ma ritengo che il grasso occidente dovrebbe concedere ai cinesi almeno l’attenuante che, quando si imboccò la strada dell’aborto coatto, tutto era brutale e drammatico in Cina, inoltre arrivavano da un quarantennio in cui era successo di tutto e anche più. Oggi, essendo cambiata la situazione sociale ed economica, non credo che la politica cinese circa le nascite mantenga forma e metodi di 15-20 anni fa, anche se il controllo delle nascite è ancora una priorità. Aggiungo che ritengo questo aspetto fondamentale non solo per loro, ma anche per noi: in un futuro forse prossimo, è molto probabile che il grasso occidente dovrà ben dimagrire a scapito del paio di miliardi e mezzo di magri cinesi e indiani.

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