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Il paese dei balocchi /3

29 Dicembre 2010 alle 16:00

Sig.Di Mico,sarebbe ora di smetterla col solito piagnisteo circa i lavori non continuativi,cosiddetti precari. Certo,riuscire ad avere il posto "fisso" è meglio, da garanzie di una vita tranquilla,dove è possibile progettare qualcosa. ma i tempi sono quelli che sono e non si può avere tutto ciò che si vorrebbe,almeno all'inizio. Lo so di dire una cosa scontata: meglio,allora,passeggiare su e giù per il corso principale della propria città?Bisogna rimboccarsi le maniche. Chi scrive è uno "fortunato",è dipendente pubblico,anche se per alcuni anni è stato precario e ha girato un po’ nell'ambito della scuola,ma non s'è mai lamentato. Che cosa avrebbero dovuto dire tutti quelli che più di cinquant'anni fa,partivano dal sud,come mio padre,senza certezze,facendosi più di ventiquattr'ore di treno? Con quali sindacati, diritti?

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