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Il dopo Berlusconi tra nomina e investitura popolare

27 Dicembre 2010 alle 19:45

Oggi sui media vedo moltiplicarsi avventate analisi, fantasiose previsioni sul dopo Berlusconi. Leggo tra gli incensati, persino nomi come quello di Casini. Pensare Casini che possa ottenere la "nomina" al posto di Berlusconi è come testimoniare il massimo della rassegnazione da naufragio della politica. Io credo sia profondamente sbagliato che proprio tra i liberali (ma che razza di liberali siamo?)emergano le considerazioni a favore di Tizio, anzichè di Caio che possano ottenere per grazia di Dio il passaggio del testimone. Non si devono, secondo il mio punto di vista, incentrare attenzioni sul singolo personaggio perchè magari più fedele al premier o perchè ricopre un incarico istituzionale importante; occorre, doverosamente occorre, sviluppare un ampio e approfondito dibattito non sui nomi di simpatia ma sul metodo che dovrà servire per fare emergere la leadership. In questo caso saranno primarie di partito, che potrà essere allargato a tutto il centro destra, se riunito in unico soggetto politico. Per cui il dopo Berlusconi verrà sancito, non da nomina, ma da primarie. Credo proprio corrisponda agli ideali liberali e di maturità politica lo stimolo, l'intensificazione del dibattito, la creazione di pubblica opinione, intorno alla Grande e Rivoluzionaria Proposta perchè (anche) nel pdl, in una visione di speranza bipolare per l’Italia possa emergere colui che ottiene non la nomina del capo, ma l’investitura del popolo di riferimento; evidentemente mediante l’antagonismo, la durezza e l’emozione del confronto-scontro, la passione della competizione, nel percorso della nomination. L'America, in tema, insegna qualcosa, si o no?

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