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Aria nuova

27 Dicembre 2010 alle 19:00

Conclusasi l’intesa per Mirafiori la Fiom ha prontamente denunciato la compromissione di venti anni di relazioni industriali evitando di rilevare la contraddizione insita nella propria dichiarazione. Considerato infatti che in questi quattro lustri il mondo è stato rivoluzionato da trasformazioni epocali evidentemente la necessità imposta dal mercato di ricontrattare le regole ed i contenuti negoziali non poteva conseguirsi nel contesto della magica normativa maturata in questo felice ventennio! Invocare poi la violazione di diritti costituzionali quando, proprio da parte sindacale, è stata svolta la più strenua resistenza, dopo 63 anni dall’entrata in vigore della Costituzione, alla applicazione dell’art. 39 sulla registrazione e formalizzazione della personalità giuridica del sindacato, e quindi sul titolo della rappresentanza, sembra perlomeno singolare per non dire altro. Pensare inoltre che la concertazione possa ancora costituire uno strumentate efficiente per gestire i rapporti con il mondo sindacale ed imprenditoriale in una realtà in cui lo stato non solo si sta ritirando da ogni attività industriale, non essendo nemmeno in grado di rimediare alla disastrata gestione ed ai costi della cosa pubblica, significa veramente essere rimasti ancorati agli anni cinquanta e non nel senso inteso dal prof. Accornero. La Confindustria plaudente dovrebbe ora dimostrare la propria efficienza estendendo la contrattazione alle specificità aziendali dell’intero contesto industriale ed in particolare a favore delle numerose, innovative, attività dei servizi che mal si adattano alla rigida e vetusta architettura dei contratti collettivi oramai ferma all’accordo interconfederale del 93 che pur prevedeva una valorizzazione del negoziato a livello aziendale, mai attuata! L’auspicio è che il ministro Sacconi alle prime difficoltà tenga duro e rifugga dal l’interessato intervento di quella cricca di giuslavoristi per ogni stagione, specialisti del “dopo il disastro”, evitando di impegolarsi in quelle snervanti mediazioni ministeriali che attentano all’autonomia della parti e che si concludono regolarmente con toni trionfalistici cui non hanno mai corrisposto gli auspicati risultati in azienda. Motivo per cui si sono create le condizioni per la “discesa in campo” di un Marchionne. A buon intenditor....

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