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Paralleli

22 Dicembre 2010 alle 14:30

Negli anni sessanta e settanta le proteste giovanili auspicavano un’università più accessibile a tutti e il diciotto politico fu il tragico errore e la pietra tombale della rivoluzione. Auspicavano condizioni meno dure per gli operai e una forma d’assistenza per chi perdeva il lavoro. Oggi sono schierati con i baroni, di sinistra, e l’ingessatura del sistema. L’inverso del 68’, che con tutti i difetti e le mitologie aberranti portava innovazione, mentre oggi in piazza ci sono i reazionari e non chi vuole liberare l’università da un sistema nepotistico e ingiusto. Chi s’interroga se le vicende odierne sono la vigilia del sol dell’avvenire, sarà smentito. La violenza delle manifestazioni è frutto di cattivi maestri e del fascismo rosso che ancora una volta commette l’errore di confondere l’oro col piombo. I re tentenna del PD restano sempre ancorati ai vecchi stilemi che, in forme diverse, fanno capolino di tanto in tanto. Giovani che sbagliano, ma è giusto ascoltarli e protestare contro questi progressisti di destra. Anche Gasparri sbaglia perché alimenta, con le sue parole, l’idea che la carcerazione o il fermo preventivo è corretto, quando è un’anomalia tutta Italiana. Lasci a Di Pietro e alla magistratura quest’infamia.

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