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Contro la violenza, senza “se” e senza “ma”

21 Dicembre 2010 alle 11:30

Dal dibattito in corso nel Paese sulle contestazioni studentesche spesso emerge che se uno sostiene chiaro e tondo di essere contrario alle manifestazioni di violenza e chiede di condannarle senza "se" e senza "ma" corre il rischio di essere chiamato fascista. E' una situazione inquietante, che ricorda periodi bui degli anni '70,quando la strada che portò la sinistra ad una ferma condanna della violenza fu lunga e cosparsa di sangue.

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