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La rivoluzione di Marchionne e la Confindustria/ 2

20 Dicembre 2010 alle 16:30

Per la Confindustria è quindi giunto il momento di rivendicare la propria autonomia da forme di politica industriale concertativa e di mediazione istituzionale che hanno spesso determinato la compromissione degli interessi dei propri associati ma soprattutto dei lavoratori. Lasciare poi in mano ai politici e tantomeno ai vari giuslavoristi la eventuale innovazione dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali è un errore. I troppi vincoli legati ai contratti collettivi nazionali sono stati stipulati sotto l’influenza di esperti disciplinatamente schierati in regime di pesanti condizionamenti politici. Il negoziato appartiene esclusivamente alle parti in causa. E per favore non si continui a parlare di rivoluzione quando si tratta di tornare a porre direttamente al centro del tavolo gli interessi delle aziende e dei lavoratori nonchè il buonsenso.

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