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Dati preoccupanti dell'economia italiana

20 Dicembre 2010 alle 20:00

Nell'arco di una decina di giorni si sono lette sui giornali delle pessime notizie relative al nostro paese. La Banca d’Italia registra una flessione delle entrate tributarie dell'1,8%, pari a 5,2 miliardi in meno, nei primi dieci mesi dell'anno; il deficit dello Stato tocca i 1.867 miliardi di euro, un picco mai raggiunto prima. L'OCSE indica l’ennesimo rallentamento ( -0,1 %) dell’economia italiana mentre la pressione fiscale sale nel 2009 al 43,5% del Pil dal 43,3 % del 2008. Un’ indagine dell'istituto Krls Network of Business, mostra il consistente aumento ( +10,1% ) dell’evasione fiscale riferito ai primi 11 mesi del 2010; l’Italia si conferma maglia nera, al primo posto in Europa, con il 54,5% del reddito imponibile evaso ( stima 159 miliardi di euro l'anno ). A tutto ciò s'aggiunge la disoccupazione che sfiora il 9 % e quasi 500.000 persone in cassa integrazione. Credo che il governo, di fronte a questo scenario disastroso e che perdura da mesi dovrebbe prendere seriamente in considerazione il varo di leggi repressive durissime contro l'evasione fiscale per recuperare, almeno in parte, il gettito fiscale sottratto alle casse dello Stato; in alternativa dovremo rassegnarci a vivere la stessa situazione della Grecia ? L'economista Tito Boeri suggerisce una riforma fiscale "a costo zero " che, senza ridurre il gettito, tassi le rendite, a partire da quelle finanziarie e gli immobili, anziché il lavoro e la produzione per agevolare la ripresa ; il governo dovrebbe valutare seriamente tale opzione al fine di uscire dalla stagnazione economica nella quale il paese di trova.

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