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State calmi, arriva "Il Polo della Nazione"

19 Dicembre 2010 alle 12:00

Nelle strade di Roma sono stare fatte le prove di violenza per come realizzare il sogno della "Rivoluzione col permesso delle istituzioni" Nella TV di stato, tappeto rosso alla parte intellettuale di questa Rivoluzione. Il tribuncino di turno ha sciorinato i panni del pensiero, si fa per dire, di quella parte in cui dovrebbero germogliare i politici del domani, i futuri responsabili del bene del paese. Uno ascolta, allibito, la sequela infinita dei luoghi comuni, delle frasi d'ordine, delle falsità spacciate come verità, avverte il tono delle parole, imparate a memoria e recitate, senza capirne il significato, col ritmo rapido ed affannoso di chi teme di perdere il filo della tiritera. Ipnotizzati dai suoni che emettono. Vigliacchetti a tal punto da rifiutarsi di dire, chiaramente, come aveva chiesto Casini, una parola di condanna, che dico?, di semplice riprovazione per le violenze di piazza. Desolante. Una parola sui maledetti tagli orizzontali: ovvio che il criterio corretto è quello di farli in base a parametri reali d'efficienza e di merito, ma questi parametri, nella Pubblica Amministrazione, centrale e periferica, sono categorie sconosciute, anzi inesistenti, anzi da esecrare, perché espressioni dei più biechi principi del capitalismo. Qualche eccezione conferma la regola di un "diritto allo studio", inteso come "diritto ad essere assistito, sempre e comunque". La stentata, complice, uniforme mediocrità assunta come rassicurante parametro di riferimento. Parlare di sviluppo, di competitività, di confronti con altre realtà europee, è la sciocca pretesa dello zoppo che, senza nemmeno curarsi, vuol gareggiare sui 400 metri piani. Se arriva ultimo non è sua colpa ma di coloro che sono più veloci. Occorre tanto tempo e tanta paglia per uscirne.

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