cerca

Lancia il sasso, e nascondi la mano

17 Dicembre 2010 alle 10:30

Chi è stata la mente superiore che in un lontano passato ha saputo condensare - in un breve detto – tutta la perversa attitudine di chi prima fa danni e poi rimesta nel torbido? Chi non ha neanche la dignità di addossarsi la responsabilità di ciò che fa? Qualcuno più bravo di me saprà rispondere al quiz, ma qui soprattutto si tratta di mettere a fuoco il "quid". La mistificazione e la menzogna che da sempre sono alla base e alle spalle delle ideologie di sinistra, ciò che costringe i suoi affiliati a perenni equilibrismi tra quello che "i compagni" dicono e quello che in effetti fanno. "I violenti sono pochi, e non c’entrano niente con noi". "Anzi no, sono poliziotti provocatori mandati da qualche ministro a fare casino". Però, se poi vengono malmenati, allora sono vittime del sistema repressivo (e se muoiono, come a Genova, sono eroi della resistenza). Intanto, gli stessi poliziotti provocano gravi disordini anche ad Atene e a Londra. Anzi no: è una giusta lotta degli oppressi contro gli oppressori. E Assange è un altro paladino degli oppressi. Però, se ha fatto qualche cazzata allora è anche lui un oscuro agente dei poteri occulti. Ma poi Michael Moore e Ken Loach prendono le sue difese, e allora dietrofront: è anche lui un eroe, anzi, l’uomo dell’anno. Qual è la morale: che loro hanno sempre ragione e non sbagliano mai. E se sbagliano, allora è colpa di qualcun altro!

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi