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Il linguaggio del Pd

17 Dicembre 2010 alle 11:30

Il PD è rimasto uno strano miscuglio di due anime che non si sono mai amalgamate. Una delle cose che colpisce è il linguaggio dei suoi leader. Si può affermare che mentre la strategia del PD viaggia sempre più verso un progetto di sinistra radicale ,grazie anche all’impulso vendoliano, viceversa il linguaggio con cui i suoi esponenti si esprimono è decisamente di tipo doroteo , cioè della classica tradizione democristiana. Si dice ,ad esempio, che Berlusconi ha vinto numericamente ma ha perso politicamente, sostenendo così un autentico ossimoro in quanto non può esistere successo elettorale che non sia anche successo politico, soprattutto se a valle di una mozione di sfiducia. Berlinguer un’espressione del genere non l’avrebbe mai usata. E ancora. Si lodano le forze dell’ordine per il modo in cui hanno controllato le dimostrazioni di questi giorni , ma poi si chiede al Ministro degli Interni di chiarire dubbi e comportamenti di alcuni fatti oscuri da parte della Polizia . Si direbbe che Veltroni ( “si, ma anche “)abbia segnato sul piano semantico in modo indelebile il linguaggio del PD , un comportamento cerchiobottista, radical-comunista nella strategia e doroteo nel linguaggio.

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