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A caval donato

16 Dicembre 2010 alle 20:08

Nell’ approccio con bambini e ragazzi ci rapportiamo sempre andando con la memoria ai bambini e ragazzi che noi siamo stati a suo tempo, e dal confronto emergono sempre modelli di bambini molto diversi. Sembrano arrivati da un altro pianeta. Ma in effetti è il pianeta che è cambiato, le nostre città si sono trasformate. I nostri giochi erano basati sulla rudimentalità e sulla lentezza, oggi sul tecnologismo e sulla velocità. La frenesia è forse causata dalla scarsità di adulti a disposizione dei bambini, da quando escono di casa a quando vi ritornano, così diventano egoisti, convincendosi di essere re solitari, grazie al ruolo degli adulti proni al loro servizio, mentre vorrebbero essere considerati persone con cui scambiare affetto, tenerezza, ascolto e regole. Per il prossimo Natale, come Ulisse, cerchiamo di resistere alle sirene tentatrici del martellamento pubblicitario: regaliamo qualche libro, le cui avventure e storie possono aprire la mente e dare risposte come nessuna diavoleria tecnologica è in grado di fare. E non manchiamo di leggere assieme a loro: la voce di un genitore non potrà mai essere sostituita da aggeggi elettronici. Un bambino è in grado di distinguere tra un adulto che gli vuole davvero bene e uno che cede per stanchezza o indifferenza.

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