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Il coro degli insignificanti

14 Dicembre 2010 alle 18:00

Scritto prima delle 15. Il Direttore, "ABB", rileva con arguzia, un po' sconsolata come quando ti rivolgi a chi non vuol capire, per non abbandonare il giaciglio caldo e morbido del politicamente corretto, come Ft sia pigramente a rimorchio ottuso dei "salottini della politica italiana più rancorosa e impotente, quella che a forza di antiberlusconeggiare senza criterio ritarda ogni tipo di alternativa possibile, ogni effettiva dialettica tra blocchi politici diversi in utile competizione per il governo dello stato" Forse in England non hanno chiaro o non ci arrivano: nel Gennaio 1994 c'erano solo tre partiti usciti quasi indenni dalla tosatura giudiziaria: PDS (ex PCI orfano di Mosca) AN (dove iniziava l'era Fini), Lega (ancora politicamente acerba). Il resto vagava "in disordine e senza speranza". Sullo sfondo una parte della Magistratura che, di fatto pretendeva di essere, per meriti acquisti sul campo e per potenza di fuoco, la nuova classe dirigente nazionale, arrogandosi il compito di stabilire chi dovesse governare sotto il suo paterno abbraccio. In questo scenario irruppe il Cavaliere pazzo, sfrontato, geniale, con l'idea di modernizzare l'Italia adottando metodi diversi, antitetici a quelli in uso da tempo: un simpatico, gioioso incosciente. Tutto è nato da lì. Non aveva idea delle forze d'interdizione che si sarebbero coagulate contro di lui. Tanti, compreso il Ft si aggregano, sono ininfluenti sulle scelte degli elettori, ben lo sanno, ma fa fino essere antiB. Mode, moduzze, spatuzze.

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