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Corsi e ricorsi giudiziari

14 Dicembre 2010 alle 10:30

La differenza tra potere legislativo e quello giudiziario consiste essenzialmente nel fatto che il primo fa le leggi il secondo le applica. Il Parlamento- perciò- è superiore al Tribunale, perché riceve dalla nazione il mandato di cambiare le leggi, facoltà negata ai magistrati. Costoro hanno elaborato per sé una giurisprudenza che li parifica ai legislatori facendosi ermeneuti delle leggi, spremendone lo spirito, che essendo una sostanza voltatile, come la fama dantesca "muta nome perché muta lato". Nel conflitto istituzionale non c'è dubbio che il potere legislativo prevale su quello giudiziario perché in quello è il popolo che sentenzia, in questo sono i magistrati che sentenziano in nome del popolo, nell'uno la fonte della legge è diretta, nell'altra la fonte della sentenza è indiretta. Le leggi del Parlamento sono decisioni inappellabili, le sentenze,invece, sono indizi di un sentire dei magistrati che non hanno nessuna apoditticità se non raggiungono il terzo grado di giudizio. Il fatto che le sentenze siano appellabili depone a favore del potere del Parlamento contro la magistratura. Se i poteri sono asimmetrici non altrettanto si può dire della autorità secondo cui entrambi senteziano. L'autonomia dei poteri garantito dalla costituzione riguarda l'auctoritas non la potestas. Questa per essenza è gerarchica, l'altra è universale e riguarda i magistrati come tutti gli altri funzionari amministrativamente garantiti. Presentarsi a un magistrato per accertare se un deputato agisca secondo legge è come trascinare in giudizio Dio per accertare se abbia violato il decalogo; Gesù dice all'operaio della prim'ora che protesta per l'ingiustizia del salario ricevuto : "Non è lecito fare del mio quello che voglio? O sei geloso che io sono buono?" Chi ha orecchie per intendere intenda!

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