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Legge elettorale: torniamo all'antico?/2

13 Dicembre 2010 alle 17:30

Gentile Signor Giudici veramente io sarei per adottare un buon federalismo e una democrazia diretta a vari livelli, sia in ambito nazionale che locale, ma dubito tutto ciò avverrà mai in Italia, perchè non c'è la volontà e la capacità. Ancor peggio è che non c'è senso dello stato e della patria, il chè è un grosso handicap, perchè si sa che l'unione fa la forza e invece noi italiani giochiamo ognuno per conto proprio. Mi scusi ma non mi sembra ci siano i presupposti per far funzionare un qualsivoglia sistema elettorale: se non si riduce il numero dei parlamentari (tra l'altro una camera basterebbe ed avanzerebbe), se non si vincola il voto a regole ben precise e non si cambiano le regole che governano i partiti politici, sarà difficile far funzionare il sistema politico. Considerando che in questo momento i politici sono coinvolti in una guerra di potere senza frontiere il mio suggerimento è quello di distribuire le poltrone se non in modo democratico, almeno in modo matematico. Se un partito o una coalizione prende il 30% dei voti è giusto che gli spetti il 30% dei seggi parlamentari, dei ministeri e delle altre "poltrone": colui che dovrebbe distribuire nel modo più appropriato questi poteri e sovrintendere ad essi, dovrebbe essere qualcuno eletto direttamente dai cittadini, possibilmente lontano dal mondo della partitocrazia, con un mandato non revocabile in nessun caso, se non tramite referendum. Se si pretende che la gente partecipi alla vita politica bisogna dargliene il modo e gli strumenti, altrimenti è meglio imporre una dittatura o un'oligarchia decisa dai poteri forti eliminando le votazioni e i partiti, in modo da non torturare più il cittadino, costretto ad l'assistere ed a partecipare ad acrobatici e perversi giochi di potere, di cui farebbe volentieri a meno.

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