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La rivoluzione di Marchionne

13 Dicembre 2010 alle 16:00

E' interessante, ma con una politica ancora troppo statalista (dal pensiero che la scuola è solo statale a quello di far pagare il canone RAI con la bolletta dell'energia elettrica; dall'idea che la ricchezza prodotta è un male e quindi va tartassata all'idea che la Costituzione è intoccabile), siamo sicuri che prenderà piede in Italia ? E' la rivoluzione di Marchionne che cambierà l'assetto dello Stato padrone o è la rivoluzione liberale che cambierà l'assetto della società? Sono convinto che il cambiamento parta sempre dal basso. Ma con uno Stato troppo presente è comunque difficile far emergere la creatività del soggetto, come lo è quando lo Stato è troppo assente, cioè troppo impegnato con le beghe interne al partito di cui sinceramente non me ne frega un bel niente, tranne che per divertirmi quell’oretta al giorno con Cruciani e la sua "zanzara".

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