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AD 1302: I tagli alla cultura del Podestà di Firenze

12 Dicembre 2010 alle 12:00

Cante Gabrielli da Gubbio aveva della cultura una idea decisamente meno “promozionale” chessò, di Sandro Bondi o di Giorgio Napolitano. Non che avesse problemi di bilancio, il Podestà di Firenze, ma era appena appena fazioso: non ci pensò due volte, appena possibile, a condannare all’esilio nonché al rogo ed alla distruzione della casa il contumace Dante Alighieri, l’Umberto Eco dell’epoca (absit iniuria verbis). Che, costretto al “sale dello pane altrui”, ha poi lasciato qualcosina di sè ai posteri. A detta di molti, di una certa rilevanza, oggi diremmo, “culturale”.

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