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Vita degna

11 Dicembre 2010 alle 09:30

Caro Direttore, una delle mie più sentite attese è per "E' Vita", inserto di "Avvenire" del giovedì. Quest'oggi si apre con un intervento di Pino Ciociola dal titolo: "Famiglie & associazioni: continuiamo ad ascoltarle". Dovremmo ascoltare "Centinaia di migliaia"? No, caro Direttore, la verità appartiene solo a 4 gatti, che sanno pure che il resto della gente... bé, è meglio non farla parlare per impedire che dica sciocchezze. Però è il titolo di Graziella Melina che non mi convince per niente: "Se la scienza medica consente di vivere, allora dateci il diritto di farlo dignitosamente". No, caro Direttore, sempre quei 4 gatti consentono di vivere (per il momento). Chiedono solo che sia rispettato il loro "diritto" a morire (?) quando la loro vita non sia più dignitosa, diritto che è violentato dai preti e dai loro sprovveduti seguaci. Ma quando la vita è dignitosa? Il pilota di formula 1 Zanardi, rimasto senza gambe a seguito di uno spaventoso incidente, cercò di convincere una donna che la vita sia dignitosa anche senza i piedi, che la stessa avrebbe dovuto amputare per non morire (mi pare senza successo). Adesso! Temo che se i 4 gatti vincessero tale nobile battaglia, dopo ne farebbero un'altra, forse ritenuta anche più giusta. Quella di legalizzare l'eliminazione automatica di quei poveretti che non abbiano una vita dignitosa e che i fanatici seguaci di una setta (bimillenaria) vorrebbero irragionevolmente continuare a mantenere in una vita non dignitosa. Senza contare il peso economico per la società! Interesse che già viene tutelato, forse non troppo nascostamente, da Stati ad alta civiltà, dove, forse, i sacerdoti del dio "libertà" hanno trovato il modo per alimentare un ricco business.

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