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Tradimento. Mutamento.

10 Dicembre 2010 alle 09:30

C’è chi parla di “tradimento” e chi di “diritto al mutamento”. Ma per non perderci dobbiamo ricorrere alla codifica delle parole, ai dizionari, perché è qui che le parole entrano quando sono già nella realtà ed è qui che vengono “definite” attraverso il fenomeno. Poi ognuno ne fa l’uso che vuole ma –per comunicare e capirci - è dovere che esprimano sempre la realtà, che siano sempre aderenti alla realtà. Altrimenti si buttino nella spazzatura i dizionari, godiamoci la babele e nessuno mi dia del pazzo se dico che “mia nonna, con ruote o senza ruote, era un tram”. Primo. I Rappresentanti. Dicesi di quelli che “rappresentano un’altra persona o ente” , di chi “agisce in nome e nell’interesse di un altro soggetto”. Il Sig. Fini , “Rappresentante in Parlamento”, quando e come ha ricevuto espressamente dai suoi elettori il “mandato” del cambio di rotta, le sue “neo-idee”? Senza questa “re-investitura” incaricata dagli elettori "sovrani", la sua “mutazione” è solo espressione della “sua” volontà. Dire che è un “rappresentante” dei suoi elettori è, pertanto, come dire che mia nonna era un tram. Punto. Secondo. Colpo di Stato. Il mio dizionario (DeAgostini) sotto questa voce recita: “mutazione improvvisa e violenta di un regime, di un governo, compiuta di solito da elementi appartenenti al gruppo dirigente”. Ben chiaro questo, in assenza di una volontà liberamente espressa da liberi elettori in libere elezioni, il rovesciamento di governo in atto dal parte del Trio & Co, seppur non violento ed improvviso ma strisciante è un Golpe.

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