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Tradimento e traditori

10 Dicembre 2010 alle 09:00

Con tutti i se e i forse necessari, tradimento è parola giusta. Se si andrà alle elezioni come spiegare al popolo di centro destra il suicidio di una maggioranza parlamentare mai vista se non con la tanto aborrita parola? Nella destra storica, per togliere voti a Fini, traditore rende bene. Berlusconi, che ha cacciato Fini, affermerà che la colpa è sua se è accaduto tutto questo? Non credo proprio. Il Premier, che è stato oggetto di parole ben più gravi, non ha mai lesinato, e talvolta impropriamente, l'epiteto comunista a nessuno. Perfino se non si andrà alle urne, la parola può sempre funzionare come deterrente. Infine nel contesto politico attuale, dove la faziosità è la norma, tradimento è uno zuccherino. Prima di non sentire più locuzioni del genere deve cambiare il quadro di riferimento politico culturale, che non è liberale ma social-fascist-comunist-democristiano, in altri termini corporativo e tardo ottocentesco.

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