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La Fismic e la Wikileak all'italiana

10 Dicembre 2010 alle 14:30

Nessuna novità per chi ha bazzicato i tavoli sindacali per 40 anni. Quando Fanfani, negli anni 50, costituì l’Intersind, la Confindustria delle aziende a partecipazione statale ( Finmeccanica, Fincantieri, Finmare, Sip, Alitalia, Italsider etc…), il rapporto privilegiato della politica con il sindacato fu formalmente consolidato. In tale ottica venivano stipulati addirittura due contratti metalmeccanici, uno per le aziende private di confindustria ed uno, con il fine di calmiere ma al rialzo, per quelle a partecipazione statale con buona pace del costi industriali e del mercato. Le organizzazioni sindacali furono cosi formalmente cooptate nel sistema di potere del paese con diritto di veto su ogni riforma che rivestisse un qualche profilo di carattere sociale. Ovvero su tutte. Ancora oggi dispongono di un bilancio non certificato e di un organico di circa centomila dipendenti i cui costi sono distribuiti tra quote individuali, di fatto obbligatorie, a carico dei dipendenti e pensionati e risorse di sistema tra cui quelle denunciate dalla Fismic. Liquidata l’IRI, le aziende o sono fallite( Alitalia etc..) o sono confluite nel sistema confindustriale o del Tesoro. nel frattempo la cultura del sindacato in genere non ha subito alcuna evoluzione coerente con gli sviluppi del mercato globale rimanendo, al contrario, legata alle superate ideologie dello scontro sociale degli anni 70. Tale situazione continua a rappresentare un onerosissimo vincolo per lo sviluppo industriale del paese. Inoltre nella complessa partita politica in atto non sembra che alcuna parte sia in grado di gestire il bandolo della matassa. Un insopportabile fardello sulle spalle del paese e dei lavoratori a reddito fisso che già finanziano oltre il 50% delle entrate fiscali!

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