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Calatafimini 1860

9 Dicembre 2010 alle 18:30

Sulla collina di Calatafimini erano 1090, quasi tutti fra i 14 e i 20 anni. Li guidava un anziano, di cui tutto si può dire meno che non avesse le palle. Erano ragazzi del tutto privi di esperienza militare, armati solo di vecchi fucili ad avancarica. Niente artiglieria, niente cavalleria. Sotto i diecimila del regio esercito borbonico, cavalleria e artiglieria compresa. A qualche chilometro un generale austriaco con 5000 suoi soldati di riserva. L’uomo col poncho dall’alto della collina abbassò la sciabola e gridò: “All’assalto”. I ragazzini si buttarono giù a testa bassa sparacchiando qualche inutile colpo. I diecimila semplicemente si scomposero e scapparono alla meglio. Il generale austriaco non fu nemmeno avvertito della rotta. Se lo avesse saputo, avrebbe, con i suoi 900 tiratori scelti del Tirolo, falciato via i ragazzini di Bergamo e di Genova con al massimo tre ricariche di fucileria. Ma nemmeno si presero la briga di avvertirlo. Quando si dice che l’Italia ha sempre avuto un gran culo.

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