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Precisazione dell'inizio della vita

7 Dicembre 2010 alle 09:00

La precisazione dell'inizio della vita umana “dal concepimento” è importante e decisiva perché da questo, che è un dato scientifico, discendono a cascata tutte le altre comprensibili responsabilità. Infatti se ogni concepimento è “vita umana”, è “figlio”, come valutare e giudicare la fecondazione extra corporea ? Non si può tacere o sorvolare sul fatto che un essere umano sia “costruito” in laboratorio, con il rischio reale che una semplice differenza di luce, umidità, composizione del liquido di conservazione, possa farlo morire o renderlo di “scarsa qualità”, come cinicamente viene definito un embrione da scartare. Purtroppo bisogna affermare che questa mentalità ha ridotto l'inizio della vita umana ad una “cosa”. Da quando l'aborto è diventato una possibilità regolata e concessa dalla legge dello Stato, altri cosiddetti diritti legali sono caparbiamente desiderati, compresa la richiesta sempre più pressante dell'eutanasia. Come è sempre più pressante la richiesta di un figlio da fecondazione eterologa. Infatti il concepimento in vitro può avvenire anche mediante “donatori” di spermatozoi o di ovociti esterni alla coppia; può essere soddisfatto il desiderio di avere un figlio da parte di due donne o di due uomini; si può impiantare l’embrione nell’utero di una donna “terza” che può farlo a pagamento come madre surrogata. La maternità e la paternità si moltiplicano: c’è quella genetica, quella biologica e quella sociale. Invece è il figlio che ha diritto alla famiglia, che ha diritto ad essere concepito in modo umano, ossia tra suo padre e sua madre, che ha diritto a non essere prodotto in laboratorio in una provetta mediante un intervento medico. Questo è un principio naturale e non è affatto una opinione fra le altre.

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