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Fazio

7 Dicembre 2010 alle 08:30

Credo che interpretare Fabio Fazio come un giornalista di sinistra sia riduttivo; in Vieniviaconme la politica era giusto un pretesto per creare polemiche e pubblicità, un mezzo più che un fine e Saviano giusto il grimaldello per far passare qualsiasi idea con il ricatto morale 'se la pensi diversamente fai il gioco della mafia'. La posta in gioco era culturale, un concetto del mondo che si può riassumere così: se le cose vanno male è perché ci sono poche persone che la pensano come me. Infatti, cosa ha fatto Fazio se non far sfilare tutti coloro (e solo quelli) che ritiene debbano essere i maestri della nuova civiltà? Si trattava di una lezione, non di un talk show politico, e giustamente ad una lezione non esiste il diritto di replica. D'altronde, l'interminabile elenco di ingiustizie che costellava la trasmissione che senso politico poteva avere? Chi può credere che un governo piuttosto che un altro possa dare una soluzione a tutto? E del resto, oltre alla denuncia di tutto e del contrario di tutto, non una parola è stata detta su quale possa essere la soluzione di tanti problemi. La tesi implicita è quindi questa: è la nostra civiltà che non funziona per niente, sono i suoi fondamenti ad avere fallito l'obiettivo di creare un mondo perfetto. Allora Fazio cos'è, un radicale? Direi che si può andare ancora più avanti, Fazio è uno gnostico, convinto che solo la conoscenza quasi esoterica che appartiene a pochi eletti possa salvare il mondo. Non è un caso se domenica sera, sull'onda del successo planetario di Vieniviaconme, ha convocato il suo caposcuola, Roberto Calasso, fondatore di Adelphi, a spiegarci che se anziché fondare la civiltà occidentale sul senso religioso giudaico-cristiano, sulla filosofia greca, sul pragmatismo giuridico latino ci fossimo affidati ad antiche sapienze vediche staremmo molto meglio, non ci sarebbe intolleranza religiosa e certe fastidiose opinioni riguardo al diritto naturale, mentre i pochi saggi (loro stessi, ovviamente) avrebbero campo libero nel formare la società in modo da garantire felicità a tutti. E' più che legittimo, peraltro, sostenere questa ed altre tesi (dimostrarle, un po' più difficile: non sono gli indù, eredi di tali tesori culturali, che scannano i cristiani come fossero galline?), e bisogna riconoscere a Fazio una competenza televisiva invidiabile (il rispetto per i fatti, un po' meno, dati certi sfondoni che si sono sentiti, ma per chi è convinto che la verità gli appartenga ciò è secondario): la controparte mi è sembrata invece disorientata ed ha perfettamente ragione il direttore quando dice che metterla sul piano del CdA Rai sia sbagliare completamente bersaglio.

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