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"Nemico della patria"

6 Dicembre 2010 alle 17:00

La visione realistica del prof. Panebianco sul Corriere è perfetta. La situazione italiana è ingarbugliata e sarà veramente difficile sbrogliarla. Ma non credo che il prof. Panebianco sia dotato di palla di vetro in cui legge lo svolgersi degli avvenimenti, è sufficiente un pizzico di buon senso per capire che le cose vanno di male in peggio. Con tutto il rispetto per il Professore, l’affaire Fini si dipana da mesi e da mesi Berlusconi cincischia sperando in un colpo di scena che metta fine alla sceneggiata napoletana. Non è possibile che la gravità della situazione appaia tale soltanto all’occhio perspicace di Angelo Panebianco. La cosa è di un’evidenza plateale e solo l’arroganza dell’ambizioso postfascista si ostina a cantarla come responsabilità esclusiva di Berlusconi (l’agiografia finiana è infarcita di accadimenti autoritari). Quando, ad indice puntato, sfidò Berlusconi: “Che fai, mi cacci?”, il piano era già disegnato da tempo e il pretesto del Berlusconi autocrate, tappa bocche dei poveri Bocchino, Della Vedova, Barbareschi (novello Edmund Kean del nostro teatro), è solo la cima dell’iceberg dell’ipocrisia finiana: un “male assoluto” del quale dovremmo mondarci. Così come lui, Fini, si mondò del “Male assoluto” istituzionalizzato dal fascismo con l’antisemitismo razziale. Non è colpa di Berlusconi se i beneficiari della sua magnanimità (Casini & Fini, e branco al seguito), striminziti e politicamente anoressici, oggi ardiscono l’ordito con il quale liberarsi del longanime benefattore. La situazione internazionale non ha bisogno d’essere scoperta e interpretata, è quella che è, dovremmo serrare le fila per fronteggiare il peggio che sta dietro l’angolo. Certo, la Patria è in periglio …, anche Gerard – “Andrea Chenier” – stendendo l’atto di accusa contro l’innocente Chenier, canta “Nemico della Patria” … “è vecchia fiaba che beatamente, ancor la beve il popolo”. In verità la beveva, oggi il popolo beve Coca-Cola.

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