cerca

L'egemonia del linguaggio televisivo di sinistra in Italia /4

5 Dicembre 2010 alle 09:30

Aggiungo qualche riflessione agli interessanti interventi stimolati dal tema trattato dal Direttore. Secondo il mio punto di vista, non si capisce fino in fondo l’egemonia del linguaggio, televisivo e non, della sinistra se non lo si inquadra in un comportamento culturale più generale della sinistra, di cui il linguaggio è solo un’espressione . Quelli non più giovanissimi ricorderanno che negli anni ‘60/70 essere di sinistra significava frequentare certe facoltà universitarie, leggere alcuni libri, selezionare un film in funzione del “messaggio”, abbigliarsi in un certo modo e,quindi, esprimersi con un certo tipo di linguaggio. A tale riguardo, va detto che il ‘68 non fu il punto di partenza di questo processo di egemonizzazione del linguaggio da parte della sinistra, semmai il ’68 questo linguaggio lo arricchì di lemmi e connotazioni semantiche nuove. In realtà le sue radici culturali e politiche risalgono al ventennio fascista, quando sul piano glottologico si contrapposero due modelli, quello codificato e roboante del regime e quello più o meno clandestino, eccentrico e spocchioso della sinistra, che trovava proprio nel linguaggio una sua bandiera di opporsi al regime. Con l’approdo al ’68 il linguaggio della sinistra si arricchì di termini e neologismi per connotare le nuove frontiere del femminismo e della lotta operaia. Successivamente, la globalizzazione della comunicazione e la TV hanno fatto il resto, amplificando atteggiamenti e modalità espressive della sinistra che, per sua natura, fa uso di un linguaggio manichèo che spacca il mondo in buoni e cattivi,intelligenti ed idioti e valuta gli altri non per quello che dicono ma per come la pensano. E’ un vecchio atteggiamento che oggi trova la sua vetrina in TV. E la destra ? Essa ha sempre declinato le sue idee e i suoi sentimenti senza uno stile particolare di linguaggio, si è sempre contraddistinta per i suoi silenzi e per i suoi interventi al massimo di tipo reattivo. Un ruolo insomma di maggioranza silenziosa, anche nel linguaggio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi