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La forza del cognome

4 Dicembre 2010 alle 08:30

Casini ha varcato il Rubicone, è nato il terzo polo, Pisanu ha dato il segnale che lui attendeva. Anzi, forse no, poiché dichiara che non è nato il terzo polo. Un po' di confusione, ma tutto nell'ambito del già visto. Però, perché la cosa non si compone, serenamente, fisiologicamente, all'italiana, come accaduto decine e decine di volte fino al 2001? Un avvicendamento a Palazzo Chigi con un Premier diverso, scelto nell'attuale maggioranza, qualche variazione di Ministri e sottosegretari e una new entry, l'UDC. Un nuovo centrodestra solo più ampio di quello scelto dagli elettori e perfettamente legittimo, secondo Costituzione: niente ribaltoni, chi ha vinto le ultime politiche continua a governare. Tutti contenti nel tepore delle rispettive cucce. Ma allora dov'è il problema? I Presidenti del Consiglio sono sempre andati, ritornati, lasciati, ripresi,i rimpasti governativi roba nota, tutto normale. Già ma c'è un cognome, un cognome che sballa tutto, che scompagina i collaudati schemi, le capriole abituali del palazzo, i meccanismi del potere partitico, le difese dei vecchi privilegi, il potere della magistratura, le vecchie spartizioni corporative, le deliziose rendite di posizione basate sull'uso impunibile delle risorse pubbliche, c'è un cognome che rischia di mettere in moto un cambiamento esiziale per un torpido e torbido mondo oligarchico. Ma come basta un cognome per provocare tutto quello sconquasso? Sembra di sì. Basta chiedere in giro di Berlusconi, detto il Cav. Però come deve essere forte e terribile quel signore, se incute terrore e mette in fibrillazione tutti i principessini del reame. Il solo fatto di provocare tale devastante reazione lo rende una figura leggendaria. Wikileaks fa sapere che è stanco e logoro e molti sperano che sia vero. Spes ultima dea.

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