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Le tasche degli italiani e l'aritmetica/5

2 Dicembre 2010 alle 09:00

A proposito di inganni, signor Giorgi, io starei ancora aspettando che mi venga totalmente restituita la tassa fattaci pagare per entrare in Europa (idea geniale che poteva venire solo a raffinatissimi economisti) dal primo governo Prodi e che appunto ci era stato promesso sarebbe stata rimborsata in toto. Ha detto bene, non furono toccate, e mi sta bene, le fasce basse della popolazione. Dalla sinistra furono colpite invece le persone del ceto medio, che però, nell’ideologia dei compagni di viaggio di Prodi facevano già parte dei “ricchi”, quelli che dovevano piangere, come si affermò in un “riuscitissimo” slogan. Basterebbe poi un obbrobrio fiscale come l’Irap a rappresentare emblematicamente la politica fiscale della sinistra (tra l'altro tassa congegnata in modo tale che le aziende che non licenziano, nonostante il calo degli affari, sono enormemente penalizzate). Il periodo 2006-2008 non è stato un periodo di crescita ma assai più positivo di quello arrivato dopo, con lo scoppio di una crisi senza precedenti dal ’29. Invece il primo governo Prodi (96-98) e quello immediatamente seguente di D’Alema (che per inciso arrivò a fare il premier senza passare dalle elezioni, ovviamente) operarono in un periodo che vedeva una grande espansione dell’economia mondiale, a partire dagli USA che la stavano trainando e vivevano la loro più lunga fase di crescita dal dopoguerra. Periodo quidi molto più favorevole per fare riforme e interventi che riducessero i vergognosi sprechi dell'apparato pubblico, scaricati sui cittadini. La memoria funziona Giorgi, come quella della maggioranza degli elettori. E’ per questo che, anche stavolta, la sinistra le proverà tutte per andare al governo senza passare dalle elezioni.

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