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La squola di Gentile (Q voluta)

2 Dicembre 2010 alle 17:30

Caro Luca, lei scrive "Sentivo inveire contro un'istruzione ancora basata sui crismi stabiliti da quel fascista di Gentile". Lo sentivo pure io, qualche anno prima. Il guaio è che era una frottola. La riforma Gentile non sopravvisse che pochi anni. Tantissimi luoghi comuni la fanno durare addirittura sino ad ora (la Wikipedia tra gli altri, alla voce riforma Gentile). Nella realtà (ma bisogna spulciare opere complesse quali la biografia di Mussolini scritta da De Felice le idee del filosofo idealiste erano troppo laiche. Già in sede delle TRATTATIVE del concordato si cominciò a smontarla. Il colpo di grazia lo dette "La carta della scuola (1939)" una proposta di riforma complessiva del sistema scolastico dovuta alL'allora ministro Giuseppe Bottai, al cui affollati funerali a Roma, nel 1959 sarà presente, tra le numerose autorità, il ministro della Pubblica Istruzione, allora in carica, Aldo Moro. A causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale, rimase poi in sulla carta. Si arriverà, dopo lunghe trattative tra DC e PSI, alla legge n.1859 del 31 dicembre 1962, altro bel colpo all'istruzione. Giova ricordare, ad ogni modo, il giudizio che dette Umberto Eco sull'asininità di gettare la "Riforma Gentile" (o quel che ne restava) solo perchè era di Gentile. Il mio modesto avviso è che una valida riforma sarebbe proprio rimettere le cose come il deprecato avrebbe voluto!

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