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Ricercatore a vita, per la precisione

1 Dicembre 2010 alle 21:00

Molti, fra i quali anche Giorgio Israel, hanno ricordato recentemente che sta passando nel parlare quotidiano l'idea che il ricercatore universitario sia una figura di lavoratore precario al pari di un impiegato di call center o simili. Non è vero perchè, invece, il ricercatore è colui che dopo aver vinto un concorso nazionale viene assunto a tempo indeterminato dall'università pubblica e, dopo tre anni di attività, salvo stupri, omicidi e improvviso analfabetismo conclamato, diviene "confermato" e così avviato all'attività e all'eventuale carriera universitaria. Dico eventuale perchè ho conosciuto tanti ricercatori andati in pensione da ricercatori, gente che ha smesso di studiare e leggere una volta vinto il concorso. Se c'è un ricercatore precario, questo non è il ricercatore universitario, stipendiato per tutta la vita e non troppo sollecitato a produrre ricerca. Diverso il caso degli studiosi assunti a tempo determinato da centri di ricerca e istituti scientifici: ma è un'altra storia. Il ddl Gelmini sembra smontare questo meccanismo del ricercatore a vita e quindi aprire un campo di possibilità interessanti per coloro che ricercatori non sono ancora diventati.

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