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Le tasche degli Italiani e l'aritmetica/2

1 Dicembre 2010 alle 12:30

La (una) differenza, sig.Frei, fu che allora Prodi (e Padoa Schioppa) non ingannarono gli italiani, sostenendo che non avrebbero messo loro le mani in tasca, ma affermarono onestamente e apertamente che, per rimettere almeno in carreggiata i nostri conti (ricordo che il rapporto deficit/Pil nel 2006 era arrivato al 4,5 per cento e incombeva la minaccia di una procedura d'infrazione della Comunità Europea, se non si fosse tornati sotto il 3per cento), occorrevano dei sacrifici (da parte di tutti, comprese le fasce alte). Sacrifici, peraltro, che toccarono marginalmente le fasce medio-basse e basse di reddito, se è vero come è vero (e sfido chiunque abbia un minimo di conoscenza di aritmetica a dire il contrario) che le imposte sul reddito fino a circa 36000 euro annui furono, sia pure di poco, ridotte. Forse anche la memoria va rinfrescata un po' (anche riguardo al fatto che il periodo 2006-2008 sia stato un periodo di crescita e sviluppo dell'economia mondiale).

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