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La scuola (già) perfetta

1 Dicembre 2010 alle 14:00

Ricordo che proteste, occupazioni e scioperi erano all'ordine del giorno quando frequentavo, studente dalle idee libertario-confusionarie, il liceo classico a metà degli anni Novanta. Sentivo inveire contro un'istruzione ancora basata sui crismi stabiliti da quel fascista di Gentile. Da allora, nessun ministro venuto prima della Gelmini ha cambiato di una virgola la sostanza della faccenda, piegato dalle istanze di quei democratici che, evidentemente, non trovano molto di errato nei ginnasii di mussoliniana memoria. Ma se nulla dev'essere toccato (sistema scolastico-universitario, sistema pensionistico, mercato del lavoro, ecc.) perché ostinarsi a riformare? Lasciamola così com'è, quest'Italia già perfetta che non ha bisogno di adattarsi alle esigenze dell'attualità, perché è questa che deve necessariamente uniformarsi allo status quo ideale che già esiste. Poi dice che uno si butta a destra (quella vera, senza secondi Fini), come diceva Totò.

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