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L'insipienza di un insipiente

1 Dicembre 2010 alle 12:00

L’insipienza di uno pseudo Robespierre accusa d’insipienza il ministro Gelmini che ha condotto in porto una riforma dell’Università Italiana degna del massimo rispetto. Solo un demagogo, sollecitato dalla propria insipienza, avrebbe potuto dileggiare l’impegno serio del ministro Gelmini: e tutto per accattivarsi le simpatie dei facinorosi che stanno scalando i tetti d’Italia. L'ottimo Bersani va a trovarli per dar loro la solidarietà del Pd. Ad maiora! Non un pensiero a quelle forze dell’ordine che hanno il dovere di tutelare la nostra libertà facendo scudo con i loro corpi alle vigliaccherie di certa gioventù che sobilla la piazza in nome della cultura. Basterebbe arrestarne una decina per leggere i loro curriculum studenteschi e scoprire che sono dei ciuccioni fuori corso senza alcuna capacità di studiare per laurearsi. Il quadro offerto dalla Tv, Rai2 (ore 19.52), in diretta da Montecitorio, è uno spettacolo deprimente. Il lettore (parlamentare) interviene e legge il suo intervento fra una schiera di distratti che sbadigliano e si guardano intorno o stanno al telefonino. Tutti capelli bianchi stinti dal tempo, o tinti del colore che nasconde la canizie; un ruminante che mastica infaticabilmente la sua gomma seduto al suo scranno di presidente, mentre lo pseudo Robespierre latra, leggendo, il discorso che dileggia il ministro come un’insipiente truffaldina. Un’imbrogliona che si avvale di certi mezzucci da bareria per negare ai giovani la cultura cui ambiscono. L’untore, Antonio Di Pietro, ignora il significato degli aggettivi che usa come pietre, e lapida la Gelmini col suo sarcasmo. È un parlamentare della Repubblica Italiana, può dire ciò che vuole con quella bocca adusa all’insipienza. Franceschini gli dà una mano, raccoglie una standing ovation che nemmeno Bersani si sognerebbe. Ore 20,14, la Camera approva la riforma.

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