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Ragione e fede

30 Novembre 2010 alle 13:30

Scusi direttore se dissento ma la versione aggiornata del Santo Padre che “rinvia risoluto alla fede” mettendo in ombra la ricerca con ragione verso Dio, mi sembra più che altro un altro passo del percorso iniziato quando ha provato ad allargare l’orizzonte ai non credenti chiedendo loro di comportarsi come se Dio ci fosse, non ottenendo purtroppo grossi risultati, un po’ perché il popolo non ci ha capito granché e un po’ perché gli intellò non hanno prodotto salti significativi. Per i moderni, amenochè non sia pensato (per menefreghismo e disinteresse) Dio E’, mentre in misura molto minore E’ PRESENTE QUI CON NOI (Dio cristiano) perché tra Dio e Cristo c’è uno scarto e ci sarà sempre di più se si punta su Cristo direttamente bypassando Dio (come ha fatto disgraziatamente la chiesa cattolica pre-Ratzinger): per l’uomo moderno si può arrivare a Dio solo con la forza della ragione e con l’ultimo scatto grazie alla fede, ma tramite la ragione Cristo è problematico, soprattutto dopo averlo staccato da Dio-Padre, nascosto da tempo immemore nei cassetti vaticani. Solo da Ratzinger in poi Dio-Padre è tornato al centro. In definitiva, Ferrara, non trovo che il Papa si sia chiuso nella fortezza, nella frase di chiusura dell’editoriale escludendo appositamente i menefreghisti e i credenti al 100% grazie alla fede, tenta di spiegarci che oltre che comportarci anche se dubbiosi come se Dio ci fosse, ora è venuto il tempo di mettere come priorità, non Dio, bensì la ricerca di Dio, il pensarlo, il fatto proprio di ragionarci su, perché convinto che se uno lo cerca prima o poi lo trova. Sono convinto che l’uomo moderno se cerca con l’uso della ragione, prima o poi, possa trovare Dio al 99%, ma il salto verso la certezza spetta poi alla fede. Sono molto meno convinto che possa trovare con lo stesso metodo anche Cristo.

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