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L'egemonia del linguaggio televisivo di sinistra in Italia (I parte)

30 Novembre 2010 alle 19:00

Il Direttore dal Foglio di lunedì: “ è incredibile quanto sia forte …l’egemonia del linguaggio televisivo di sinistra in Italia…Come mai non passa in tv una sensibilità diversa da quella del militantismo di contropotere? Come mai non c’è una tv liberale, una tv cattolica, una tv di destra…”. Cercherò di dire la mia sul grande tema dal piccolo “angolo”. È che nonostante i fallimenti storici, viviamo ancora sotto l’effetto dell’onda lunga di quella rivoluzione antropologica avvenuta nel ’68, quando in Europa esplose una vera e propria rivolta contro se stessa, contro tutto ciò che connotava l’Occidente nel campo dei valori e della civiltà, da parte di una componente, dapprima minoritaria, dei suoi stessi appartenenti. Accadde che i socialismi (la “sinistra”) da politici effettuarono un salto di specie connotandosi anche di valenze antropologiche e culturali, antitetiche all’Occidente. Fu allora che molte delle ragioni, dei valori di sinistra finirono per essere accolti trasversalmente, interclassisticamente (in questo omaggiamo la lucidità di visione di Pasolini), con un potere di fascinazione tuttora perdurante e dominante nelle opinioni e nella comunicazione collettivi. (continua)

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