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Wikileaks e i documenti segreti: ad ognuno il suo mestiere

29 Novembre 2010 alle 19:00

Pur infastidito dalle sparate di Assange e dei suoi adepti, lo sono ancora di più per la (finta) ingenuità di coloro che lamentano, come Frattini, l'11 settembre della diplomazia, o che gridano al complotto (come il nostro priapesco Presidente del Consiglio). Mi fa arrabbiare che chi è deputato a vigilare, conservare e non far trapelare segreti sia così pieno di falle, mi fa arrabbiare che le guardie non sappiano fare il loro mestiere e si lamentino che i ladri rubino: vorrei ricordare loro che sono pagati per evitare furti, anche di documenti. Mi fa arrabbiare che chi conduce un certo tipo di vita, qualunque essa sia non mi interessa, pur sapendo che i suoi avversari lo metteranno in croce per la medesima, non ponga la benché minima attenzione non dico alla riservatezza, ma almeno alla discrezione. E mi fa arrabbiare, again, osservando il crepuscolo di questo governo che ho contribuito ad eleggere, che nessuno dica che, certo, non abbiamo messo le mani in tasca agli italiani: semplicemente, da 15 anni in qua, non aumentiamo le aliquote, ci limitiamo a ridurre i costi deducibili, aumentando la base imponibile. Così da fare, nei fatti, quello che diciamo di non fare nella realtà. E, infine, mi fa arrabbiare che coloro che si lamentano di Wikileaks non abbiano pensato, in due anni e mezzo di governo, con una maggioranza se non bulgara, certamente assai consistente, a combinare qualcosa: qualunque cosa, compreso, magari, creare una classe dirigente di ricambio per il partito dell'amore. Che non ce l'ha. Non voterò mai FLI e la tiepidezza dei centristi mi evoca la reazione dell'Apocalisse: ma che ci si debba sempre e soltanto accontentare del meno peggio, concetto quanto mai elastico, pensando a chi sta di là, sinceramente mi intristisce più del governo del grande comunicatore, che non riesce a comunicare nemmeno sui rifiuti.

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