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Quei Nobel per la pace e gli stracci d'occidente che volano

29 Novembre 2010 alle 20:00

Quando si mettono in fila le notizie della settimana non si può non pensare a papa Ratzinger e all'odio verso se stesso che dilania l'occidente – come scriveva in un pamphlet pubblicato prima che diventasse Benedetto. A cominciare dall'evento del secolo che il 39enne Julian Paul – questo Darth Sidious dell'informazione, australiano di nascita a apolide per merito - ha scatenato. Grazie ad Assange, volano gli stracci d'occidente, soprattutto volano i files segretissimi della potenza che continua a rappresentare il nostro stesso ombrello difensivo e militare. Ma non si può certo dire che Assange abbia trovato un firewall a contastarlo. Nello stesso momento in cui si aprono i giochi della Conferenza sul clima a Cancun, che - secondo tutti gli osservatori - sarà il fallimentare seguito di quella di Copenhagen dove, un anno fa, e con un nitore senza precedenti, e' apparsa a tutti la debolezza dell'Europa e dei paesi OCSE rispetto ai paesi BASIC (Brasile, Cina, India, Sud Africa) emergenti, la Cina fa il cavolo che vuole. Un segnale vistoso della debolezza fu gia' la prima esecuzione mai avvenuta di un cittadino occidentale, britannico per ritorsione agli attacchi subiti dal governo di Sua Maesta' durante la Conferenza. E mentre per far sentire la propria voce, di meglio che dare un inutile - e anche un po' inappropriato – premio Nobel per la pace, l'occidente non sa fare, la Cina, sfruguliata abbastanza, non solo non viene coinvolta nelle manovre anti-terrosismo mondiali – e con la sua stabilità sarebbe assai preziosa - ma anche a causa del raffreddamento dei suoi rapporti con l'occidente, molla la Corea del Nord (mandando in fumo anni di dialoghi di importanza vitale), e, di conseguenza frulla dalla finestra ogni possibilità per una conferenza di pace, lasciando alla Corea del Sud l'onere di cavarsela da sola. Congratulazioni per tutti questi successi all'altro – vero capolavoro da parte degli "scienziati" di Oslo – premio Nobel per la pace Barack Obama!

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