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Pro che?

29 Novembre 2010 alle 16:00

Tutti a sentirsi offesi, non invitati, esclusi, censurati, lesi nei propri diritti di espressione e addirittura di rappresentanti di una fantomatica quanto indefinita maggioranza. Sono i comitati (o forze) pro-life: non ci si lasci ingannare dai significanti, infatti non si parla solo di movimenti a favore della vita, ma si tratta di chi della vita fa una scelta ideologica, dogmatica, trasponendo questa semplice condizione oggettiva in una dimensione metafisica, così da escludere qualsiasi dibattito ragionevole e umano, rimandando invece al piano del divino che l'umano non può neanche lambire! Tutto ciò avrebbe del ridicolo in qualsiasi dibattito, perché condizione principe di ogni dialogo è il riconoscimento dell'altro e la disponibilità ad ascoltare le proposte dell'altro, soprattutto quando l'altro in questione non vuole imporre ma lasciare una scelta libera a ciascuna coscienza. Chi censura chi? Bella domanda!

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