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"Gli allori sfronda e alle genti mostra/ di che lacrime grondi e di che sangue"

29 Novembre 2010 alle 19:30

Da che mondo è mondo il linguaggio diplomatico non è quello evangelico del sì no, ma quello della simulazione onesta, che mette in conto anche il tradimento se è utile allo Stato. Applicare categorie morali alla politica secondo i protocolli della cosiddetta trasparenza mette in pericolo la vita degli Stati, il cui credito riposa sulla affidabilità dei trattati, anche se si sa bene essere dei pezzi di carta (come la moneta, e tutte le costituzioni civili che fanno agio su un fondamento nominale dei rapporti politici). Che la civitas poggi sul delitto, a partire da Caino che ne fu il fondatore, è cosa ben conosciuta. Ogni reggitore sceglie di perdersi per la salvezza del suo popolo. Immolarsi per stornare un pericolo è una propensione che in tempi di guerra è meritevole di decorazione, in quella circostanza non si tiene conto del certificato penale della vittima volontaria, in pace non cambia l'economia della salvezza, solo che si pretende che la vittima sia un candido agnello, mentre è sempre un cornuto capro, che non esita ad andare all'Inferno perché si compiano i destini di un popolo:mistero di Giuda!

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