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Nomen omen

26 Novembre 2010 alle 17:30

Fazio ritiene inaccettabile ospitare un rappresentante delle associazioni pro-vita perchè logicamente se ne deducerebbe che il suo programma ha proclamato un verbo pro-morte, così recita il telegramma. Con un simil ragionamento dobbiamo pensare che anche il Papa non fu accolto a La Sapienza, oggi occupata da asini facinorosi, perchè altrimenti sarebbe risultata a tutti evidente l'insipienza generale che a dispetto del nome ivi domina sovrana? Come tutti i maliziosi e gli ipocriti Fazio teme la lucidità del linguaggio e l'esattezza delle parole, chè la correttezza politica è per l'appunto una scorrettezza linguistica finalizzata al dominio, falsifica le parole per celare le cose e così manipolare i fatti. E' sufficiente che un omicidio o un suicidio assistito venga ribattezzato "eutanasia" e ne conseguirà contro ogni evidenza che in quel letto non è stata uccisa una persona ma salvata una dignità, a tanto arriva la capziosità diabolica. La dittatura del relativismo di cui più volte ha parlato il Pontefice è un regime linguistico più che politico o filosofico, infatti tutti ne siamo schiavi nel parlare secondo la lingua del mondo, e per converso chiunque può rivoltarvisi riportando il proprio linguaggio al suo ordine naturale e dunque divino.

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