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Euro Eurino Euretto

26 Novembre 2010 alle 13:00

L'Euro, a 10 anni dalla nascita, ha già la chioma completamente bianca, inforcato gli occhiali e preso il bastone di sostegno. Eppure, non trattandosi di un movimento politico italiano, dovrebbe avere nel proprio dna un qualche gene che frena la ploriferazione dei radicali liberi e delle sostanze ossidanti. Se lo yen giapponese fu introdotto nel lontano 1872, il dollaro Usa venne scelto come unità monetaria (decimale) addirittura nel 1785. Lo scettro naturalmente agli inglesi(qualcuno poteva dubitare?), il penny è appena successivo ai sesterzi, del 755 (d.c. cmq.). Convergenza e rigore avrebbero dovuto costituire le sue fondamenta economico/politiche. La convergenza dei tassi di interesse verso gli stati più virtuosi, il rigore di bilancio e fiscale dei governi, ad alimentare una stabilità ed un circolo virtuoso propedeutico per una espansione dell'area di influenza e quindi della forza stessa della valuta la cui domanda era così destinata a crescere. E adesso? Lascerei da parte per un attimo le cause oggetto della crisi ed i fiumi di parole che sono stati spesi al riguardo per concentrare l'attenzione sullo status quo e soprattutto le prospettive di questo precoce canuto e zoppicante vecchiarello. L'espansione è alle spalle, anzi l'esercito dei politici/pentiti si ingrossa, ed il vero problema è che la contrazione dell'Eurozona non è praticabile. L'abbandono al default, quindi al proprio destino anche di un piccolo staterello spendaccione, fosse pure del peso economico della toscana, significherebbe il naufragio. Collasso che verrebbe certificato in tempo reale dai mercati finanziari globali. In queste condizioni la dissoluzione non sarà lenta ma esplosiva. Insomma vedo poco spazio per un sereno soggiorno in una casa per anziani al nostro (anche poco amato) Euretto.

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