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Saviano & Manconi

25 Novembre 2010 alle 10:00

Se fosse opportuno per il ministro Maroni recarsi in televisione è cosa dubbia, possiamo considerarla come una forma di cortesia verso il pubblico per aiutarlo a chiarire il nuovo conflitto tra la realtà e le opinioni del signor Saviano. Che poi questo fatto sia da considerarsi una “resa culturale” di un autorevole esponente di destra agli intelligenti intellettuali “produttori di cultura” questa è l’ennesima allucinazione del signor Manconi. Il signor Maroni, a prescindere da qualsiasi considerazione personale e politica, è uomo di mondo; egli, e con lui la gran parte dell’opinione pubblica di destra, ha sufficiente capacità intellettuale, esperienza e senso pratico per assegnare il giusto peso, invero bassissimo, alla “produzione culturale televisiva” e perfettamente comprendere che se ne può benissimo fare a meno. Fuori luogo pure le osservazioni circa le reazioni del Foglio i cui interventi mi sono parsi equilibrati e in alcuni casi, vedi l’articolo di Buttafuoco, ironici ed intelligenti. Il signor Manconi, ancora una volta, ha perso un buona occasione di dimostrare che la cultura si coltiva e non è oggetto di gare infantili in cui vincono sicuramente i “migliori” con conseguenti sensi di inferiorità nei perdenti. Una accusa alla destra questa del Manconi, così insistente e capricciosa, da lasciare pensare una sorta di frustrazione intellettuale. Detto ciò è opportuno e, per alcuni versi divertente, che la direzione del Foglio dia la possibilità ai lettori di valutare di prima mano, attraverso la rubrica del signor Manconi, la qualità di posizioni intellettuali diverse da quelle espresse dalla linea del giornale.

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