cerca

I mandarini dell'informazione

25 Novembre 2010 alle 09:30

L'art. 33 della Costituzione protegge la libertà di insegnamento della scienza e delle arti; in mancanza di scienziati, artisti e maestri veri quello scudo viene imbracciato per assicurarsi l'impunità da parte di tutti i mestieranti, che l'utilizzano per la loro insindacabilità ideologica. Così avviene per tutte le garanzie costituzionali anche per quella dei giornalisti. Eppure un insegnante che invocando quella libertà volesse corrompere i giovani facendone dei clienti politici, piuttosto che degli iniziati alle scienze, sarebbe giustamente rampognato.Infatti la funzione pubblica della scuola non ammette l'uso privato della conoscenza, che cadrebbe sotto la figura generale del falso ideologico. Per analogia è stata- quindi- opportuna l'irruzione del Cav. nella trasmissione di Ballarò per denunciare l'uso distorto della informazione; molti italiani che pagano il canone e non apprezzano la conduzione di quella trasmissione ne restano disgustati; manca l'equanimità prescritta dal servizio pubblico che fa di piccoli tirannelli oracoli delle magnifiche sorti e progressive della nazione. Nè vale dire che con il telecomando ci si può sottrarre a tale prevaricazione, perché in ogni caso essere costretti a "zompare" per evitare il disgusto del conduttore e di alcuni suoi ospiti limita l'offerta televisiva a vantaggio di canali a pagamento. Così avviene nelle scuole, dove il predominio della paideia vulgare spinge i renitenti ad affidare a privati l'educazione dei loro figli, per non parlare degli ospedali.... Tutto questo a causa di una fazione che predica il vantaggio del servizio pubblico sul privato, cioè del loro... assolutamente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi