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Violente nostalgie matrimoniali

24 Novembre 2010 alle 14:30

Statistiche alla mano e declinisti in cattedra, il matrimonio è destinato ad essere riposto negli scaffali dei musei di antropologia sociale, finalmente aprendosi la società al dilagare di habitat affettivi sempre meno formali (oltre che sempre meno sessualmente definiti), sempre più liberi e sempre più fluidi? Nessun problema per i teorici delle mura domestiche fòmite di violenze sommerse, frustrazioni e sopraffazioni: partner occasionale o marito, progenitore A o padre, amico di papà o zio che fosse l’infame bruto, lui non lo sa, ma in testa gli frulla sempre la nostalgia del matrimonio. Che, anche quando non c’è, è sempre colpa sua.

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