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Uscire dalla crisi con stile British

24 Novembre 2010 alle 15:30

E' chiaro che Berlusconi, piaccia o no, non riesce a traghettare i suoi fuori da questo pantano fatto di spazzatura mediatica e di mondezza propriamente detta. E' chiaro anche che qualsiasi figura nuova che esca dal cilindro avrà delle ragionevoli motivazioni contrarie per il suo passato recente, lontano o prossimissimo. E' chiaro pure che pur servando il crisma della continuità liberale, europeista, la persona deve essere una figura apprezzata nel contesto del G20. D'altra parte va pur detto che l'asse politico della sinistra deve pur essere pur sparigliato, in contempo deve esser sedotto dall'idea del nuovo. Considerato che siamo in un contesto europeo ed è sempre l'Ue sostanzialmente a dettare la nostra agenda. Implicito il fatto che in qualsiasi cambio a Palazzo Chigi la figura deve dare una garanzia ai mercati, pena la caduta netta dei nostri buoni del tesoro. Perché non reclutare personale politico da l'estero dando l'incarico a Tony Blair? Come noi gli abbiamo dato Fabio Capello per la nazionale, che è cosa assai più delicata di quattro conti dello Stato, noi prenderemmo dall'Europa intelligenze e capacità per il nostro panorama asfittico che non ne esprime più. Pensateci.

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