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Oscenità

24 Novembre 2010 alle 18:30

Quando uno dice le coincidenze. Oggi leggo nella posta del Foglio l’intervento di Frank Cimini e la risposta dell’Elefantino, che con poche e sintetiche parole fanno capire che obbrobrio sia in termini di stato di diritto quell’unicum italiano rappresentato dal reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Subito dopo mi leggo l’ articolone della Spinelli su Rep., e mi colpisce la “svista” con cui l’autorevole commentatrice inizia il suo intervento, sull’ ”osceno normalizzato” a causa del berlusconismo. Il reato di cui Andreotti è stato accusato, beneficiando poi della prescrizione, è appunto quello di concorso esterno ma per la Spinelli diventa di associazione mafiosa. Riguardo poi alla sentenza di condanna in secondo grado di Dell’Utri risulta completamente irrilevante per la Spinelli il fatto che la “sacra” Costituzione affermi con chiarezza che l’imputato è da considerarsi a tutti gli effetti innocente fino a sentenza definitiva. Tutti dettagli, ci mancherebbe, quando si tratta di denunciare l’osceno che diventa normalità non è che si possa andare tanto per il sottile e perdersi in inutili sofismi.

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