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Finanziamento dello spettacolo

24 Novembre 2010 alle 09:30

La querelle degli artisti dello spettacolo verso il taglio dei finanziamenti statali a me sembra facilmente risolvibile. Premesso che una società evoluta sa dare l’importanza che merita alla cultura e perciò deve metterle a disposizione dei fondi mi sembra però altrettanto importante che quando la cultura produce guadagni sia essa stessa a rifinanziarsi. Perciò basterebbe che il ministero della Cultura non desse finanziamenti a fondo perso ma entrasse nell'investimento come socio di capitale e tutti i tasselli tornerebbero al loro posto. Se la produzione artistica si rivelasse un fiasco il socio di capitale perderebbe il suo investimento. Se altresì la produzione artistica si rivelasse un successo e producesse forti guadagni al socio di capitale spetterebbe la sua parte di utile. Va da se che, essendo il socio di capitale lo Stato, i redditi derivanti dal successo di un investimento dovranno (non dovrebbero) essere disponibili per altri investimenti. Insomma si darebbe il via ad un circolo virtuoso che dovrebbe accontentare tutti. A meno che qualcuno non voglia sostenere che le perdite vadano finanziate con i soldi delle tasse dei dipendenti e gli utili vadano convogliati nello star system: ma non credo che gli intellettuali vogliano questo.

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