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La comune pratica di prenderci in giro

23 Novembre 2010 alle 20:30

Se fossimo un paese in cui il "governare" non fosse considerato l'anticamera della dittatura, in cui la legittimazione e il rispetto delle idee altrui fosse a 360°, in cui la pratica dello "scontro all'ultimo sangue" non fosse succulento cibo quotidiano, in cui stampa e Tv non pretendessero di dettare la linea politica ai partiti, in cui i partiti fossero, come dice la parola, parti della società che si confrontano con proposte diverse, anche contrastanti e conflittuali ma cementate da un decente senso del bene comune e, di conseguenza ogni alleanza di governo non potesse essere avvertita come una intollerabile minaccia per l'opposizione, bene, allora si potrebbe pure votare con una legge elettorale a proporzionale pura, con preferenze, senza sbarramenti e senza premio di maggioranza. Da notare, per chi vuole intendere, che pur rappresentando in teoria, l'optimum della democrazia, non è adottata in quei termini, da nessun paese democratico del mondo. Figuriamoci da noi. Come, figuriamoci da noi? Noi siamo il condensato virtuoso e purissimo del concetto di democrazia, noi siamo una Repubblica Parlamentare guidata da una Costituzione fondata sui valori della Resistenza e dell'Antifascismo! Noi... Già, come volevasi dimostrare.

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