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Celebrazioni nazionali. Quando un onomastico dice di più del compleanno.

22 Novembre 2010 alle 19:30

Molto, ma molto prima che Petrarca immortalasse in poesia i confini geografici del “Bel Paese che l’Appenino parte ed il mar circonda e l’Alpe”, Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia scriveva: “Questa è l’Italia sacra agli Dei”... un destino che da Teodorico, passando per Giustiniano fino a Carlo Magno e giù per i secoli a venire, giunge ai giorni nostri con un carico di storia, cultura, filosofia, politica e religione, mescolanze ed integrazioni di popoli e costumi e leggi e destini logoro assai, ma ancora ineguagliato al mondo. Al “compleanno” di una Repubblica che compie i suoi bei 150 anni tra italiani che (dicono) ancora “da fare” e sermoni sul “patriottismo costituzionale”, non farebbe male associare la celebrazione dell’ “onomastico” del nostro Paese. Non per farne l’agiografia ad uso dei Santi ma per ripercorrerne origini, storia e missione: gli italiani, che ci sono stati e ci sono da almeno due millenni prima di Porta Pia, forse, si scoprirebbero migliori di chi li vuole “costruire”. E magari si rimetteranno al lavoro.

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