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Politica? Dove?

21 Novembre 2010 alle 13:00

Le idee della destra: legalità, sobrietà e ordine, vanno benissimo e sono sottoscrivibili, però qualcuno ha riflettuto che nel frattempo, ridendo e scherzando, questi valori si sono trasferiti anche alla Lega? Qualcuno riflette che i movimenti politici non sono stati in grado di arginare lo sfarinamento avanzato dello stato centrale e dell’unità d’Italia? Chi osteggia il federalismo favorisce la mafia. Uno stato federale, all’Italiana, presuppone per necessità, di favorire aziende e persone del territorio, per escludere, ad esempio, molte società con sede nel sud, che sono la testa di ponte, e spesso la copertura di clan mafiosi. Contrariamente a quello che pensa Saviano sappiamo da molto tempo che il denaro del malaffare è investito laddove c’è sviluppo, perché non s’investe nel deserto. Legalità è bella parola, come nazione e unità, quando esistono nel concreto. I simpatizzanti delle preferenze sulle liste elettorali, dimentichi che per vent’anni sono servite ad incrementare i costi della politica e il voto di scambio, favoriscono il rafforzamento della malavita. Programmi generici sono delle fantasie, non atti politici. Tutti sappiamo che i soldi per abbassare le tasse, si acquisiscono solo eliminando sprechi e amministrazioni pletoriche. O recuperiamo cento miliardi da investire in modo produttivo o ci prendiamo in giro e la secessione diverrà terreno di scontro. Parliamo da vent’anni di queste cose e ancora pensiamo che la politica sia solo qualche bella parola o tatticismo da gattopardi. Fini, l’alluvione in Veneto e la seconda insopportabile emergenza rifiuti a Napoli sono il colpo di grazia all’unità. Molti passeranno il rubicone senza chiedersi se Fini sia di destra o di sinistra.

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